Press Archive

Giovanni Bellucci s’affirme sur les scènes internationales comme une des plus fortes “ natures ” pianistiques du XXIe siècle

Diapason

English

«Giovanni Bellucci establishes himself on the international scene as one of the most noteworthy piano "naturals" of the 21st century.... In Beethoven's "Appassionata", Bellucci enthrals the auditorium with an impetuous first movement with chords of an almost suffocating intensity. On a par with Claudio Arrau in the recording of 1965, he pushes the dynamics to their very limits and transforms the piano into an uninhibited orchestra. The Andante is then developed as peaceful and with a level of depth that elevates it to a Promethean song... In the "Diabelli", Bellucci hypnotises, taking great risks that he manages to govern with an implacable degree of virtuosity. There is nothing missing from this extraordinary rendition of the Variations – particularly not the sense of joy – a purely musical joy that brings Glenn Gould to mind. Without a doubt, piano playing of an extraordinarily high level».

Arielle Goupil, Diapason

Italiano

Giovanni Bellucci, si afferma sulle scene internazionali come una delle più notevoli “nature” pianistiche del XXI° secolo… Nelle Variazioni di Diabelli, Bellucci afferma magistralmente la sua attitudine a conciliare gli opposti: la dolcezza e la violenza, il rigore e la fantasia, il senso del tragico e l’umorismo.

«Lazar Berman, nel 1991, a proposito di Bellucci, dichiarava: “È uno dei più grandi talenti che ho avuto l’onore di ascoltare. Attraverso uno straordinario virtuosismo, crea un discorso musicale altamente innovativo”. Da allora, Giovanni Bellucci, questo autodidatta atipico, non ha mai smesso di affermarsi sulle scene internazionali come una delle più notevoli “nature” pianistiche del XXI° secolo. Il recital tenuto al magnifico castello della Verrerie, nei pressi di Bourges, ripreso qualche giorno dopo all’Auditorium del Louvre, lo ha confermato in modo eclatante. Immediatamente l’evidenza si impone, egli infonde alla “Dante Sonata” di Liszt tutto il suo respiro epico. Con una tecnica trascendente che gli consente di padroneggiare i contrasti dinamici più decisi, nella prima parte in re minore, l’evocazione dei tormenti degli inferi è quella di un visionario. Nella seconda parte, il sollievo indotto dalla fede assume una dimensione cosmica. Nell’“Appassionata”, Bellucci afferra l’auditorio con un primo movimento travolgente, impetuoso, con accordi di un’intensità soffocante. Al pari di Arrau nella registrazione del 1965, egli spinge la dinamica sino alle sue ultime roccaforti e trasforma il pianoforte in modo convulsivo e al tempo stesso costruito in un’orchestra sfrenata; per poi sviluppare un andante pacato e profondo che si eleva come un canto prometeico. E ancora, l’ardere del finale, con una mano sinistra di incredibile vigore, statura e folgorante rapidità. Nelle Variazioni di Diabelli, Bellucci afferma magistralmente la sua attitudine a conciliare gli opposti: la dolcezza e la violenza, il rigore e la fantasia, il senso del tragico e l’umorismo… In balia della musica, Bellucci eccelle nel passare dall’attacco più pungente a quello più delicato, il più perfetto. Roca, ruvida e brusca nella Seconda Variazione, nella Terza la sonorità di Bellucci diventa improvvisamente, aerea, fluida e cristallina. Martellata e minacciosa nella Tredicesima, nella quattordicesima diventa interrogativa, interiore e quasi fragile. Bellucci ipnotizza correndo rischi altissimi che riesce a sovrastare con un virtuosismo implacabile. Nulla manca a queste Variazioni sbalorditive - neppure la gioia – una gioia puramente musicale che rievoca Gould. Indubbiamente, un pianoforte di altissimo livello».

Arielle Goupil, Diapason

We use cookies to guarantee a better experience on our site. By continuing to browse our site without changing your settings, you accept the use of cookies in accordance with our privacy policy.